Come garantire una partecipazione di qualità in periodo di pandemia Covid-19?

CNDP_principi

La Commissione Nazionale Dibattito Pubblico, CNDP, francese ha pubblicato nel marzo 2020 il documento “Principi per una partecipazione di qualità anche nella pandemia”. Alcuni soci di AIP2 hanno tradotto il documento, che tocca punti di grande importanza in questa fase di pandemia e consente di approfondire la discussione attorno a temi all’ordine del giorno per cittadini e amministratori pubblici, a tutti i livelli.

L’esperienza francese è un punto di riferimento in Europa, per la qualità dei percorsi promossi negli anni e la grande esperienza maturata nel tempo come autorità amministrativa indipendente, finanziata dal Governo francese. La Commissione, composta da 25 membri, ha una presidente, Chantal Jouanno e due vicepresidenti, Floran Augagneur e Ilaria Casillo, Professoressa associata Università Paris Est Marne-la-Vallée, che è stata una dei tre membri dell’Autorità per la Partecipazione della Regione Toscana.

DOCUMENTO DI POSIZIONAMENTO – NOVEMBRE 2020

Principi, forme e modalità del dibattito pubblico durante l’epidemia di Covid-19

Introduzione

Il Governo francese ha adottato nuove misure per affrontare l’epidemia di Covid-19 (decreto del 29 ottobre 2020) che, di fatto, vieta qualsiasi ritrovo fisico. In queste condizioni la Commissione nazionale per il dibattito pubblico desidera specificare i principi applicabili in modo che le procedure partecipative avviate o future possano essere conformi al requisito legale che chiunque sia in grado di partecipare allo sviluppo di decisioni che hanno un impatto sul proprio ambiente.
Il solo utilizzo di strumenti digitali per la partecipazione non consente il rispetto dei requisiti del diritto all’informazione e partecipazione del pubblico. La crisi sanitaria, infatti, ha messo in luce le grandi disuguaglianze nell’accesso alla tecnologia digitale. Lo studio INSEE pubblicato il 28 aprile 2020 sulle “condizioni di vita delle famiglie durante il periodo di reclusione” conferma che la tecnologia digitale non può essere uno strumento democratico per l’accesso alle informazioni ed alla partecipazione. In effetti, il 12% delle persone non ha accesso a Internet da casa a prescindere da qualunque sia la forma (computer, tablet o cellulare). Le disuguaglianze sono territoriali poiché tale quota varia a seconda dei territori dal 14% negli agglomerati più piccoli al 8,2% nell’agglomerato parigino. Sono anche sociali, visto che il 53% delle persone oltre i 75 e il 34% delle persone senza diploma o con certificato di studi di scuola primaria, non ha accesso digitale a casa. Facendo affidamento solo sulla partecipazione digitale, rafforzeremmo la discriminazione territoriale e sociale. La totale esclusione di alcune categorie di popolazione dagli approcci partecipativi sarebbe totalmente contraria ai requisiti costituzionali e legislativi.
Alla luce di questi risultati, la Commissione nazionale per il dibattito pubblico ha deciso di proporre modalità di informazione e partecipazione, la cui complementarità dovrebbe consentire di garantire a tutti pari accesso al diritto all’informazione e alla partecipazione in questa situazione eccezionale. Questo è l’oggetto di questa comunicazione.
Questo documento di posizionamento è una guida per i membri di specifici comitati per il dibattito pubblico, per i garanti e più in generale per ogni amministrazione aggiudicatrice che volontariamente o obbligatoriamente avvii un processo partecipativo in questo periodo, che resta eccezionale e di incerta evoluzione.
Questo documento mira anche a facilitare i nostri partner, nonché gli attori della partecipazione grazie all’esperienza ed alle lezioni apprese dalla Commissione Nazionale per il Dibattito Pubblico in 25 anni di dibattiti pubblici e consultazioni.

1 – Caratterizzazione del contesto

Adattamento a un contesto eccezionale

Queste proposte mirano ad adattare i processi partecipativi a un contesto specifico eccezionale e ciclico. Non intendono sostituire le normali procedure del dibattito pubblico e della consultazione le quali si basano su una combinazione di strumenti. Questo documento offre quindi una versione adattata della partecipazione pubblica al fine di consentire uno scambio illuminato e approfondito tra i cittadini/e. Tutti gli strumenti offerti devono essere adeguati, combinati o liberamente adattati in base ai contesti territoriali (in particolare nei territori francesi d’Oltre -mare).

Requisiti rafforzati

  • Garantire a tutti gli interessati di poter esercitare il proprio diritto all’informazione ed alla partecipazione

Questo è l’obiettivo fissato dai testi internazionali, in particolare dalla Convenzione di Aarhus, dalla Carta Costituzionale dell’Ambiente e dal Codice dell’Ambiente (articoli L.120 e seguenti) a cui questo documento di posizionamento intende rispondere.

  • Diversificare gli strumenti partecipativi

Questo documento non elenca tutte le forme di contributo e di partecipazione che possono essere previsti. Propone modalità che, insieme, possono pretendere di sostituire in una certa misura scambi di argomenti faccia a faccia. Questa crisi sarà anche l’occasione per testare nuovi strumenti per raggiungere un pubblico più diversificato e consentire variegati mezzi di espressione.

  • Rafforzare gli strumenti di inclusione

Nel contesto degli approcci partecipativi, un obiettivo primario è ripristinare l’uguaglianza di informazione e partecipazione tra i decisori e il pubblico in generale. Tuttavia, il contesto corrente è caratterizzato dalle conseguenze economiche e sociali di questa crisi che contribuiscono ad indebolire i pubblici più lontani dal processo decisionale.  Queste conseguenze richiedono un ulteriore rafforzamento dei meccanismi di mobilitazione e inclusione del pubblico più fragile e più distante dalla decisione pubblica.

2 – I principi del diritto all’informazione e alla partecipazione garantiti dalla CNDP

Obiettivi del DB

Questi principi devono rimanere l’orizzonte, lo standard di qualità che qualsiasi dispositivo, anche adattato e rivisitato, deve rispettare.

A questi principi si aggiunge il principio di inclusione dei pubblici più lontani dal processo decisionale e dalla “vita in città” che, come si è spiegato in precedenza, deve essere oggetto di rinnovata e particolarissima attenzione.

Cinque punti di attenzione per garantire il rispetto rigoroso di questi principi:

1) Garantire un tempo adeguato e sufficiente per consentire ai cittadini di esprimersi

La questione dei calendari delle consultazioni e dei dibattiti fortemente influenzata dal Covid-19 è fondamentale. Sebbene non si tratti di rallentare i programmi di progetto, è comunque indispensabile non “tagliare” il tempo dedicato alla partecipazione. I calendari dei processi partecipativi devono integrare i vincoli e le difficoltà organizzative che derivano dall’epidemia di Covid-19. Calendari di partecipazione troppo brevi o vincolati per partecipare, tanto più nel contesto attuale, non consentirebbero una corretta informazione e partecipazione pubblica.

2) Ottenere il parere dei pubblici più distanti e più indeboliti dall’epidemia

Questi pubblici sono anche molto preoccupati dai progetti, piani o programmi discussi: gli strumenti utilizzati durante questo periodo eccezionale devono essere sufficientemente diversificati in modo da rivolgersi a un pubblico con profili diversi; il rischio è che l’uso massiccio di consultazioni online marginalizzi nelle aree bianche proprio coloro che non sono abituati a ricorrere alle piattaforme partecipative.

3) Consentire momenti di discussione qualitativa

Questo obiettivo richiede l’implementazione di strumenti che non solo promuovano l’espressione individuale, ma anche e soprattutto lo scambio di argomenti e il dibattito tra concittadini. In caso contrario il rischio sarebbe quello di limitare la partecipazione alla raccolta di pareri a scapito dei contradittori.

4) Mantenere meccanismi per porre domande o porre questioni ai responsabili di progetto.

È fondamentale che i dispositivi opportunamente adattati siano in grado di consentire al pubblico di porre domande direttamente al responsabile del progetto: non solo dare un’opinione ma anche discutere con lui.

5) Distinguere tra gli strumenti offerti

Il rischio è privilegiare solo il digitale, determinando un’amplificazione di pregiudizi e limiti specifici per questa modalità. Le piattaforme partecipative e le consultazioni online da sole non possono garantire da sole lo scambio di argomentazioni e punti di vista atti  ad indirizzare il decisore.

Questi cinque avvertimenti ci sembrano fondamentali, anche se gli altri principi e le buone pratiche di dibattito restano rilevanti: strutturare il dibattito nel tempo e riferirne in modo trasparente; rendere accessibili e comprensibili le informazioni, comunicate dal responsabile di progetto o del piano, ecc.

3 – Suggerimenti per strumenti e sistemi di informazione e partecipazione

Poiché le riunioni fisiche sono vietate, i dibattiti e le consultazioni pubbliche devono includere, oltre al sito di partecipazione digitale, altre modalità, nei seguenti due ambiti:

Modalità di dibattito classico Strumenti e dispositivi adattati al contesto eccezionale
Condividere e discutere in uno spazio digitale

Target primario: grande pubblico e stakeholder

I dibattiti digitali hanno una vocazione al di là del sito di partecipazione digitale per consentire interazioni tra più persone, in particolare il pubblico in generale e le parti interessate.

1 – Incontro pubblico – dibattito a distanza

Si tratta di organizzare un “incontro pubblico” in video (Skype, Zoom, Klaxoon, Jitsi, ecc.). Questo può rendere possibile riunire attori che hanno diversi punti di vista e farli discutere. Occorre sempre prevedere la presenza di un facilitatore e/o facilitatrice.

2. Workshop-dibattito a distanza

Consiste nell’organizzazione in visio di riunioni che coinvolgono mini-pubblici.  Alcuni strumenti digitali permettono di dividere il gruppo in “sale” che consentono il funzionamento dei laboratori.

3. Dibattiti autosufficienti digitali

Possibilità per qualsiasi attore che lo desideri, di organizzare, di propria iniziativa e con i propri target di riferimento, un momento di confronto e riferire i risultati al CNDP. Si tratta di riunioni digitali (vedere kit di discussione offerto dal CNDP ad esempio sul sito web di Dibattito sulle ImPACtons, ossia sull’agricoltura).

4. Live Facebook o Live Social Network

Si tratta di offrire un live da parte del Proponente, oppure da parte di da altri attori, sui social network, dando la possibilità al pubblico di intervenire con commenti scritti.

5. Sfide online

Sui social network o tramite altri mezzi, e all’interno di una comunità di attori, incoraggiare gli utenti di Internet a condividere le proprie argomentazioni su un tema (ad esempio, un argomento al giorno per 5 giorni) e ad identificare una persona appartenente al loro contesto professionale o personale, creando rete.

 

Condivisione e scambio attraverso uno strumento di comunicazione non digitale.

Target primario: grande pubblico

Dibattiti a distanza: sono dispositivi che che mirano a mettere in relazione ed a favorire gli scambi tra i membri del pubblico o a o raccogliere le sue opinioni attraverso i mezzi di telecomunicazione e postali.

6. Call center/Hotline

L’obiettivo è consentire al pubblico di ottenere informazioni sul progetto / piano o programma; di rispondere a un questionario qualitativo; di fornire un parere / commento.

7. Invio per posta di cartoline e buste T gratuite da restituire agli organizzatori del dibattito.
8. Eventi pubblici via radio / TV locali

Questo per consentire al pubblico di chiamare un numero per entrare in contatto dal vivo e dialogare direttamente con il proponente  e / o con altri attori, consentendo nel contempo ad un gran numero di persone di seguire le discussioni (vedi l’esempio del dibattito NEO- progetto del Nuovo ingresso ovest di Saint-Denis)

 

La necessaria mobilitazione preventiva

Tutti questi strumenti, come tutti i tradizionali strumenti di dibattito, per essere efficaci e fruttuosi richiedono una significativa mobilitazione pubblica. È quindi necessario diversificare le azioni di mobilitazione al fine di raggiungere un pubblico vasto ma anche il più vario possibile.

Alcuni suggerimenti:

–      Mobilitarsi di più tramite stampa.

–      Boxing di newsletter che spiegano le modalità previste e lo stato di avanzamento dei dibattiti / consultazioni.

–      Sviluppare contenuti sponsorizzati sui social network.

–      Rafforzare il coinvolgimento dei media regionali (TV, radio) nei dibattiti.

Traduzione a cura di Maria Alejandra, Liliana, Roberto, Giandiego (soci Aip2)

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