Ferrara mia – Verso una Carta dei Beni Comuni

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Ferrara mia, persone e luoghi non comuni – per la riappropriazione dei beni comuni a partire dal riconoscimento delle pratiche spontanee di cura delle comunità e dei luoghi. Verso l’attualizzazione dell’azione amministrativa.

05/05/2016 Seminario e Dibattito “Verso una Carta dei beni comuni” | 27/05/2016 Laboratorio all’aperto “Poesia e Azioni civiche congiunte” a cura del Comune di Ferrara

* * *

Da ormai più di un anno, abbiamo intrapreso un lungo cammino. Passo dopo passo, alcuni uffici della pubblica amministrazione e diverse comunità di pratiche locali sono entrati in contatto. Abbiamo affrontato insieme tante domande: cosa vuol dire essere cittadini attivi? cosa vuol dire essere un’amministrazione attiva?  come favorire l’auto-organizzazione delle comunità? E le risposte che abbiamo ottenuto non hanno fatto altro che aiutarci a riformulare nuove domande.  Adesso, per continuare a camminare dobbiamo fermarci, leggere le tracce lasciate a terra, capire la direzione futura, darle un nome.

http://www.urbancenterferrara.it/laboratori-cittadini-del-5-e-27-maggio-2016/#more-3083

7 Comments
  1. Alberto 3 anni ago

    Ciao a tutti, e soprattutto a Chiara (Porretta) che è una degli artefici di questo, a mio parere, molto interessante progetto della città di Ferrara.
    Provo a trasmettervi delle impressioni ricavate dalla partecipazione all’incontro del 5 maggio scorso, presso il Comune di Ferrara. li metterò a piccoli pezzi alla volta perché ancor non so bene come funziona il sito e se quello che faccio va bene o meno.

  2. Alberto 3 anni ago

    Perché sono andato a Ferrara?
    Mi aveva interessato quello che ero riuscito a capire, intuire dalle cose pubblicate da Chiara su FB. In particolare mi era piaciuto il fatto che il progetto andasse nella direzione della creazione di occasioni e luoghi di socializzazione, di creazione di comunità; di spazzi, dicevo, e di situazioni che tendessero a rimanere “permanente” patrimonio dei cittadini e a creare un senso di comunità, di appartenenza: non solo richiamare le autorità, le istituzioni, alle loro responsabilità e compiti, ma essere partecipi in prima persona, collettivamente delle azioni da fare. Non solo “decidere insieme”, contribuire alle scelte “più giuste” dell’Amministrazione, ma “decidere e fare insieme” e, soprattutto, dare continuità nel tempo a quello che si crea…

  3. Alberto 3 anni ago

    (opsss!!! ho perso un pezzo che stavo scrivensdo!! ci riprovo)

    …in effetti sembra che sia quello che sta succedendo, come risultato del progetto: gruppi di cittadini che si riconoscono, si conoscono, si raccolgono intorno a temi o spazi di interesse collettivo, discutono fra cittadini e con l’Amministrazione (amministratori e personale – tecnici, dirigenti, etc…) valutano, approfondiscono, trovano ed indicano soluzioni, le concordano con l’amministrazione e, se necessario, sempre collaborando, cambiano i regolamenti comunali (anche questo è un risultato del progetto; cambiamento/integrazione del regolamento sull’occupazione dello spazio pubblico).
    L’impressione che ho tratto dall’incontro del 5 maggio è che anche all’interno della macchina comunale, spesso difficile da coinvolgere attivamente nei percorsi di partecipazione, ci sia stato un effetto positivo sia nel rapporto coi cittadini sia fra uffici che hanno superato un po’ i “compartimenti stagni” che spesso caratterizzano le nostre amministrazioni (di questo dovrò chiede meglio a Chiara se la mia impressione è giusta).

  4. Alberto 3 anni ago

    Alcune particolari che mi hanno colpito:
    — mi sono chiesto come mai non fosse presente il Sindaco all’incontro nella Sala del Consiglio, come mai l’incontro fosse condotto dalla portavoce e da un Assessore (AssessorA)…al momento della firma dei patti, si sono alzati alcuni cittadini per andare a sottoscrivere …uno era il Sindaco che fin dall’inizio era presente e seduto insieme ai cittadini e non sui banchi delle “autorità” (banchi sui quali era stata fatta accomodare anche la nostra Susan!).

    — non ricordo se la Portavoce del Sindaco o l’assesora (o assessoressa?) ha riferito di una osservazione alla Carta della Partecipazione fatta da un cittadino durante gli incontri: mi è sembrato significativo che questo cittadino, uno degli attori di questo progetto abbia detto una cosa il cui senso all’incirca è: “ma ci devono essere per forza i “professionisti della partecipazione?”; non siamo in grado noi cittadini di gestirci da noi?… (vorrei su questo approfondire meglio e precisare con Chiara). Credo che osservazioni di cittadini alla Carta siano da tenere nella massima considerazione.
    adesso mi fermo, continuerò domani. Buona notte

  5. Author
    Chiara 3 anni ago

    Carissimo Alberto, ti abbiamo risposto pochi giorni dopo, ma per una difficoltà tecnica la risposta non ti è mai arrivata. Avevo chiesto agli altri di Urban Center di scriverti, perché siamo davvero in tanti a star dietro a questo progetto che dura da due anni e ci prenderà ancora tanti anni delle nostre vite. Ti ringraziamo per le tue parole e soprattutto ti ringraziamo per essere venuto fino a Ferrara, è stato importante per noi. Cosi come è importante che tu abbia dato voce al cittadino che ha espresso quella considerazione sulla Carta, una sera per strada, sussurrandola con timidezza e che non si sarebbe mai sentito all’altezza di proferirla con un microfono in una Sala consiliare gremita di persone e autorità

  6. Author
    Chiara 3 anni ago

    Hai colto un aspetto essenziale del processo: quel fare insieme ancor prima che parlare e decidere. Soltanto grazie a quel fare quotidiano, le persone sono riuscite a trovarsi, riconoscersi, entrare in contatto. E quanto c’è da imparare soprattutto dalle persone che non amano parlare, che spesso si tengono in disparte, che non parteciperebbero mai ad un incontro di discussione organizzata. È stato dirompente vivere il processo partecipativo innanzitutto come abitante, come cittadina … la pulizia di un muro è diventata occasione di gioco per i bambini del quartiere, merende tra vicini sono diventati incubatori naturali di relazioni e collaborazioni…. è stato come un lungo navigare al termine del quale abbiamo capito che non era tanto di nuovi regolamenti che avevamo bisogno ma di eliminarne piuttosto, semplificarne … e tante altre cose che non riesco a spiegare, perché tante cose, e forse le più importanti, si condividono vivendole.

  7. Author
    Chiara 3 anni ago

    Grazie Alberto

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