Dibattito Pubblico

Il ruolo della Valutazione di Impatto Sociale all'interno del Dibattito Pubblico

Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Giandiego 3 anni, 1 mese fa.

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  • #3652
     angelo Jonas Imperiale 
    Partecipante

    Salve a tutti,
    mi chiamo Angelo Jonas Imperiale, ho 31 anni, mi occupo dal 2010 di Valutazione di Impatto Sociale e ho collaborato a vario titolo con l’antropologo Franco La Cecla per diverso tempo.
    Dal 2014 svolgo un dottorato di ricerca presso l’università di Groningen con un progetto di ricerca dal titolo “Valutazione di Impatto Sociale e Resilienza. Capire, riconoscere, coinvolgere e rafforzare le comunità locali nelle aree interne e in territori colpiti da disastro.
    Obiettivo della mia ricerca è introdurre la Valutazione di Impatto Sociale all’interno di politiche, piani, programmi e progetti di sviluppo in territori marginali e contribuire al dibattito nazionale per una sua corretta introduzione all’interno delle procedure normate in materia di realizzazione di opere pubbliche, interventi di ricostruzione e sviluppo sostenibile.

    In brevissima sintesi, il piccolo intervento che ho avuto l’opportunità di fare a margine dell’interessante giornata di convegno nelle giornate aquilane del Festival della Partecipazione, sottolineava che sarebbe auspicabile l’introduzione della metodologia di Valutazione di Impatto Sociale in Italia nelle politiche e nei riferimenti legislativi che regolamentano la realizzazione di inchieste e di processi partecipativi legati alla valutazione di grandi opere pubbliche, progetti di sviluppo e di ogni intervento pianificato, specie in contesti dove le criticità sociali sono molto accentuate (come ad esempio nelle aree interne di montagna o in territori colpiti da disastri) e gli obiettivi di sviluppo sociale preminenti. La Valutazione di Impatto Sociale, così come stabilita da oltre 40 anni in numerosi altri paesi del mondo, può aiutare i processi di Valutazione di Impatto Ambientale e di Inchiesta pubblica, informandoli dei contenuti dell’analisi sociale rispetto agli impatti sociali e ai benefici attesi legati all’opera valutata, e rispetto alle modalità di gestione delle questioni sociali legate al progetto.

    Mi permetto fin da subito di fonire degli elementi utili alla discussione, specialmente per chiarire l’intervento fatto durante l’interessante convegno realizzato a L’Aquila:
    a mio modesto parere, è bene che l’inchiesta pubblica (come ogni processo partecipativo) abbia obiettivi e finalità chiari.

    Se obiettivo dell’inchiesta pubblica è l’interesse pubblico, ci dovremmo chiedere: cos’è l’interesse pubblico? L’interesse pubblico analizzato attraverso le lenti della valutazione di impatto sociale è la mitigazione degli impatti sociali che le comunità percepiscono come maggiormente negativi, e la massimizzazione dei benefici attesi legati all’opera proposta.
    Ora, mi chiedo e mi permetto di chiederVi, chi svolge in Italia il lavoro di analisi degli impatti sociali da approfondire, enucleare durante i processi partecipativi di inchiesta e di valutazione di impatto predisposti da uffici via regionali o direttamente dal governo? In molti casi altrove nel mondo è il proponente che commissiona la valutazione di impatto sociale, in molti altri casi sono gli uffici pubblici preposti alla valutazione dell’impatto dell’opera. In Italia non si dà nessuno dei due casi su esposti.

    Esiste da oltre 40 anni una disciplina scientifica e un paradigma di ricerca che approfondisce filosofia, processi, modalità e strumenti che aiutano proponente e comunità a comprendere meglio gli impatti e a definire strategie condivise di mitigazione degli impatti e massimizzazione dei benefici. Questa disciplina è la valutazione di impatto sociale (SIA).
    SIA, in altre parti del mondo è stata resa obbligatoria e garantisce (o dovrebbe garantire) la trasparenza e l’accountability di ogni processo che riguarda trasformazioni importanti del territorio, gli impatti sociali che questo produce e gli strumenti, i processi, le strategie condivise e partecipate da attuare in modo da mitigare i rischi e gli impatti sociali, ambientali ed economici e massimizzare i benefici legati all’opera proposta. Alcuni paesi che mi vengono in mente in cui SIA viene applicata per legge sono a titolo di esempio USA, Canada, Vietnam, Groenlandia, Finlandia, Cina, Nuova Zelanda etc.

    La Valutazione di Impatto Sociale per come è oggi intesa a livello internazionale ha vissuto negli ultimi 20 anni un periodo di straordiinario e entusiasmante mutamento. Questa è passata da una concezione classica, che ancorava SIA come fosse uno degli ulteriori livelli burocratici previsti all’interno della più ampia procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (cui il proponente doveva adempiere in una fase specifica del ciclo di progetto in corso), a considerare la valutazione di impatto sociale, in modo più generale come una filosofia circa lo sviluppo equo e sostenibile e un processo di analisi e gestioni delle questioni sociali legate al progetto che si attiva già a partire dal concepimento dell’opera fino alla sua realizzazione e gestione futura. Gli strumenti della valutazione di impatto sociale, sono gli strumenti di un’attenta analisi sociale e si avvale anche di metodologie di ricerca e di indagine propri dell’etnografia e dell’antropologia applicata e, più in generale, di una vasta gamma di strumenti di ricerca sociale partecipata e di ricerca-azione (da interviste in profondità, a workshop partecipativi, a visite sul campo partecipate, etc.). Gli strumenti di analisi prodotti da SIA aiutano a capire la differenza tra “processi di cambiamento sociale” e “impatti sociali” e processi di cambiamento sociale di prim’ordine e di sencond’ordine, e forniscono una prima categorizzazione concettuale chiarendo come i processi e gli impatti all’interno del sistema sociale siano intimamente collegati ai processi di trasformazione del sistema ecologico e biofisico e viceversa.
    In sostanza, secondo SIA non c’è sostenibilità ambientale senza sostenibilità sociale e viceversa.
    Tutte le trasformazioni all’interno del sistemo bio-fisico hanno ricadute sul sistea sociale, per cui gli impatti ambientali si analizzano anche e soprattutto in virtù degli impatti di ricaduta sul contesto sociale

    Oggi SIA ha superato la rigidità di una vecchia concezione normativa che la ancorava a dei criteri troppo rigidi e codificati in una serie di checklist e indicatori che si è scoperto sul campo significassero poco per le comunità colpite o interessate dal progetto valutato.

    Principale punto di partenza di SIA oggi è che gli impatti sociali variano da comunità a comunità, da territorio a territorio, da cultura a cultura e che è quindi fondamentale che gli impatti sociali si misurino con possibili indicatori di volta in volta stabiliti e condivisi con le comunità attraverso processi partecipativi e di coinvolgimento all’interno di quello che viene definito un Piano di Gestione degli Impatti Sociali (Social Impact Management Plan) che stabilisce le strategie condivise di mitigazione e massimizzazione di quelli che sono gli impatti negativi e i benefici stabiliti da un accordo tra proponente e comunità (Impacts and benefits Agreement) definito da SIA proprio durante la fase più intensa del coinvolgimento delle popolazioni.

    L’importanza che riveste oggi SIA, a mio avviso, è nel fornire una coerente metodologia che disciplina il processo della realizzazione dell’intervento proposto in virtù di un’attenta considerazione delle questioni sociali da questo implicate.

    #3656
     Giandiego 
    Partecipante

    Grazie Angelo,
    molto interessante.
    Grazie anche per la bibliografia che studierò.

    Segnalo una sovrapposizione terminologica.
    Esiste una VIS intesa come Valutazione di Impatto Sanitario.
    vedasi ad esempio
    http://www.arpa.marche.it/images/epidemiologia/2013_esp/2013_02_vis/2013_vis.pdf

    La VIS come impatto sociale è integrabile con la VIS come impatto sanitario?
    Potremmo pensare ad una VIS intesa come Impatto socio-sanitario?

    giandiego

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