Resoconto RIUNIONE DEI SOCI AIP2 DELLA TOSCANA – 16 Maggio 2014

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16 Maggio 2014 ore 15.00-19.30

Livorno, ex-Asili Notturni

RIUNIONE DEI SOCI AIP2 DELLA TOSCANA

 

Presenti: Claudia Casini, Melania Ceccarelli, Susan George, Antonella Giunta, Manlio Marchetta, Raffaello Martini, Alberto Messana, Annalisa Pecoriello, Chiara Pignaris, Rosaria Tartarico.

 La discussione

Susan ha proposto l’organizzazione del pomeriggio e la scansione temporale degli argomenti da trattare; i presenti la hanno discussa e modificata come segue:

 

  • Riscaldamento
  • Dove siamo? Verso una comunità di valori condivisi
  • Come scegliere il nostro referente.
  • Valutazione delle proposte operative (Festival della partecipazione, seminario di Hardy, criticità – confronto sulla Legge Regionale)

 

La discussione del gruppo è stata molto articolata e ricca e spesso gli argomenti non sono stati trattati esattamente nell’ordine stabilito, ma si sono sovrapposti perché tra loro strettamente correlati; per chiarezza del documento però si riportano le considerazioni emerse comunque divise per argomento.

 

Riscaldamento

Susan ha proposto un gioco di riscaldamento per dare la possibilità ai presenti di conoscersi meglio prima di iniziare la discussione vera e propria sui temi che riguardano l’associazione.

 

Dove siamo? Verso una comunità di valori condivisi.

Alberto ha sottolineato fin da subito la necessità di chiarire la natura dell’associazione: siamo un gruppo di cittadini (e quindi anche i professionisti si considerano prima di tutto cittadini) oppure un gruppo di professionisti?

Chiara ha sottolineato che come associazione culturale non abbiamo nella nostra natura l’associazione di professionisti, ci dobbiamo rivolgere ai cittadini per promuovere la cultura della (buona) partecipazione, con un obiettivo educativo e non necessariamente cercando di fare sempre nuovi soci.

Melania ha invitato tutti a prescindere da chi si è (siamo prima di tutto cittadini attivi) e a far riferimento invece agli obiettivi comuni che abbiamo.

Antonella ha evidenziato che gli iscritti all’inizio erano molto eterogenei (professionisti, cittadini, amministratori) e che negli anni si stanno sempre più identificando con professionisti della partecipazione e accademici, ha anche informato che recentemente si stanno associando diversi giovani professionisti.

Antonella ha raccomandato in relazione alla identità, che l’associazione ha una carta dei valori ed un codice etico, che magari non tutti i soci hanno letto, la riflessione nelle sezioni regionali potrebbe cominciare da questi documenti.

Susan ha introdotto l’approccio proposto da Peter Senge, uno dei fondatori di SOL (Society of Organization Learning), secondo cui ci vogliono 5 discipline in un’organizzazione capace di apprendere: competenza personale dei membri, modelli mentali condivisi, capacità di costruire una visione di insieme, abilità di imparare in squadra e soprattutto capacità di avere un approccio sistemico. Tutto questo promuovendo scelte che rispettino l’ambiente e che promuovano la giustizia sociale, partendo dalle persone.

La discussione ha quindi girato intorno alla domanda: cosa ci sta a cuore?

Se l’associazione si occupa di cosa ci sta a cuore infatti ognuno è anche più disposto a impegnarsi assiduamente nelle attività e a dare il proprio contributo.

 

Come durante l’incontro via skype, anche a Livorno durante la discussione si sono accavallate le due dinamiche già emerse: da una parte l’organizzazione di eventi di vario tipo, dall’altra l’approfondimento della riflessione sulla partecipazione (con tutte le sue implicazioni, anche professionali) e sulla possibilità di creare una “comunità” di practitioners che si arricchiscono della condivisione di metodi, approcci ed esperienze. Le due anime sembrano comunque poter convivere.

L’associazione viene vista come luogo ideale per fare autoapprendimento e formazione (Manlio), per esempio

  • per discutere di come vengono trattati gli aspetti partecipativi nella nuova legge urbanistica regionale in via di approvazione;
  • per mettere a punto una metodologia di descrizione degli elementi fondativi di un percorso partecipativo fin dalla sua impostazione (affinamento scientifico)

Aip2 dovrebbe servire anche a fare riflessione con altri professionisti, non sottolineando solo i successi ma anche gli insuccessi e i problemi incontrati (Annalisa) – perché è dagli errori che si impara di più – e a confrontarsi tra professionisti per evitare l’isolamento (Rosaria) creando un appuntamento periodico in cui attraverso la NARRAZIONE di casi e pratiche (non solo tecniche) si possano analizzare elementi molto buoni e molto problematici delle esperienze vissute. Raffaello ha però sottolineato che per fare una narrazione collettiva anche degli insuccessi si deve creare un ambiente adatto, per condividere un insuccesso ci vuole fiducia reciproca, e non è detto che Aip2 sia il luogo giusto. I presenti per esempio hanno concordato sul fatto che un webinar non crea il clima giusto per questo tipo di confronto, anche se è utilissimo sotto altri aspetti.

Claudia ha ipotizzato che la difficoltà di trovare un equilibrio tra la necessità di riflessione interna e l’organizzazione di eventi pubblici si possa spiegare col disagio che alcuni professionisti avvertono in relazione agli elementi critici che sono emersi negli anni di applicazione della legge regionale toscana (contraddizioni, ambiguità, non concretizzazione dei risultati…); anche gli altri concordano che, prima di promuovere un’esperienza in pubblico, sarebbe necessario “digerire” meglio le difficoltà incontrate, superare il “pudore”, cercare “la costruzione di senso” in ogni momento del percorso (Rosaria) per “predicare bene e razzolare bene” (Alberto), per “ingoiare l’uovo sodo che abbiamo in gola” (Annalisa).

Sarebbe interessante poter analizzare i casi toscani, non solo quelli finanziati con la legge regionale, anche a distanza di tempo, per valutare non solo il processo in sé ma anche i risultati ottenuti in termini sia di empowerment che di concretizzazione dei risultati.

Annalisa ha fatto un appello ai soci toscani a unirsi al gruppo valutazione, che è l’unico rimasto operativo a livello nazionale ma che stenta a giungere a risultati concreti sia per la difficoltà del tema trattato sia per la latitanza di molti dei membri.

Chiara ha insistito molto sulla necessità di organizzare comunque anche iniziative di promozione della partecipazione rivolte ad un pubblico più vasto, che permettano di far conoscere l’associazione all’esterno.

 

Come scegliere il nostro referente.

La figura del referente regionale è stata definita da Antonella Giunta, coordinatrice per il CD dei referenti regionali; si fa riferimento al documento approvato dal CD che elenca le seguenti attività di competenza del referente:

  • aggregare i soci di Aip2 già esistenti;
  • mappare le realtà esistenti nella regione che si occupano di partecipazione per contattarle e far loro conoscere Aip2;
  • curare uno spazio sul sito di Aip2;
  • organizzare eventi;
  • fare nuovi soci;
  • tenere i rapporti con i mass media regionali/locali;
  • tener ei rapporti con il CD.

 

Non esiste ad oggi un vero e proprio regolamento interno all’associazione sui referenti, anche per le grandi differenze che esistono tra le varie Regioni, ma non è escluso che possa essere elaborato in futuro.

Alberto e Antonella hanno dibattuto sulla opportunità e sul senso della partecipazione dei referenti alle riunioni del CD, che ad oggi è prevista come possibilità e non come obbligo; secondo Alberto si tratta di una scelta poco opportuna, secondo Antonella invece di una scelta di trasparenza del CD alla quale i referenti hanno aderito volentieri sin dall’inizio e lo hanno ribadito nel loro ultimo incontro tenutosi il 17 Aprile 2014.

Antonella ha ricordato che nell’idea della proposta delle sezioni regionali approvata dal Cd, il referente è una persona in grado di coordinare, stimolare e attivare la partecipazione dei soci della sua regione di riferimento, facilitare la programmazione di iniziative condivise, tenere i rapporti con il Cd e con gli altri referenti regionali.

 

Nella discussione via mail erano emerse tre candidature dei soci toscani: Alberto Messana, Fabio Baglioni, Daniele Bettinetti. Solo il primo era presente alla riunione, gli altri erano assenti per motivi di lavoro e non avevano comunicato esplicitamente la loro intenzione di confermare o rinunciare alla loro candidatura.

Alberto ha confermato quanto già detto nell’incontro via skype, vincolando la sua candidatura alla discussione “sulla necessità di coerenza fra intenti/scopi dell’associazione e il funzionamento dell’associazione stessa; sulla programmazione delle attività; sulla necessità di “crescere insieme” dell’associazione; sul chiarimento della funzione dei gruppi/sezioni regionali e sulla funzione dei “referenti””. Inoltre Alberto ha suggerito che il referente sia una donna (in particolare ha indicato Claudia), vista anche la numerosità delle donne tra i soci toscani e tra i presenti, e che comunque il ruolo sia ricoperto da tutti a rotazione (ogni 6 mesi-1 anno). La prima proposta ha trovato l’opposizione delle donne che non volevano le quote rosa, mentre sulla seconda non ci sono state obiezioni.

Il gruppo ha discusso a lungo se fosse opportuno o meno individuare il referente, anche in via provvisoria, o se fosse meglio rimandare la decisione.

Susan ha proposto una discussione sui criteri della scelta, e non per una scelta la stessa sera, dato che non era stato specificato chiaramente nella nostra convocazione che avremmo eletto il referente.

Chi propendeva per la nomina immediata (Raffaello, Chiara, Manlio), ha indicato Alberto come candidato ottimale, non solo per la sua presenza ma anche per l’efficienza nella convocazione e organizzazione dell’incontro labronico e per la condivisione delle riflessioni fatte.

Tra l’altro per il 17 giugno è fissata la riunione dei referenti regionali e la Toscana dovrebbe essere presente.

Chi invece proponeva di rimandare la nomina al prossimo incontro (Antonella, Susan) lo faceva richiamando: a) una correttezza con Fabio Baglioni e Daniele Bettinetti che si erano anche candidati, proponeva perciò di contattarli, capire se il loro interesse alla candidatura sussisteva e b) la necessità di coinvolgere anche i soci toscani non presenti all’incontro.

Claudia ha suggerito la possibilità di individuare referenti provvisori per le singole attività e rimandare la nomina ufficiale se Alberto non avesse accettato la nomina immediatamente.

Alberto, dopo alcune esitazioni dovute alla percezione che ci sono ancora alcuni aspetti da chiarire sul funzionamento dell’associazione e sulla crescita del gruppo, ha deciso di accettare, almeno per adesso, il ruolo del referente, chiedendo il supporto di Claudia Casini (che si è detta disponibile).

Il prossimo incontro si dovrebbe svolgere prima del 17 giugno in modo da poter verificare se nel frattempo si sono aggiunti altri soci toscani e dare altre indicazioni sulle attività da svolgere e sul ruolo del referente.

 

Valutazione delle proposte operative (Festival della partecipazione, Seminario di Hardy, Criticità – confronto sulla Legge Regionale).

 

Non si è discusso molto dl festival della partecipazione.

 

Raffaello ha illustrato brevemente le attività in corso per l’organizzazione del seminario di Hardy, che si dovrebbe svolgere a Firenze in autunno.

 

In generale, come anticipato al punto 2, la maggioranza dei soci è sembrata interessata a promuovere iniziative interne di confronto e auto-formazione, per esempio su:

  • narrazione di casi di successo e insuccesso;
  • il ruolo della partecipazione nella nuova proposta di legge regionale urbanistica;
  • il confronto tra prima e seconda legge regionale sulla partecipazione;
  • la crisi della partecipazione nella società italiana;
  • rapporto tra momenti elettivi e momenti partecipativi;
  • ….

 

Per quanto riguarda invece le uscite pubbliche, Claudia ha suggerito di organizzare un evento di presentazione dei tre nuovi membri dell’Autorità per la Partecipazione toscana al pubblico; la proposta è stata accolta. Aip2(toscana) dovrebbe proporre alla nuova autorità e al pubblico una serie di riflessioni critiche sulla vecchia legge per capire in che modo la nuova autorità cercherà di superarle. E’ necessario quindi contattare i tre interessati per individuare una data possibile per l’evento (se esiste, perché visto che due vivono all’esterno potrebbe non essere facile individuarla). Al momento non è stato individuato un referente per questa attività.

 

Livorno

La scelta di organizzare le riunioni dei soci toscani di Aip2 ogni volta in sedi diverse è stata confermata e ha come obiettivo anche quello di far conoscere l’associazione sul territorio e, d’altro canto, far conoscere ai soci toscani le varie realtà che esistono e operano nell’ambito della promozione della partecipazione. Per questo nel corso del pomeriggio è intervenuta nella riunione per un saluto la dott.ssa Valeria Giuliani, presidente dell’associazione Laboratorio Labronico, una associazione di promozione sociale livornese nata a seguito del percorso partecipativo Cisternino2020 e che ha come obiettivo proprio la promozione della cultura della partecipazione. L’occasione è stata funzionale a raccontare brevemente l’esperienza livornese dei percorsi partecipativi con tutte le luci e le ombre che li hanno caratterizzati. I soci hanno ipotizzato anche l’organizzazione di un evento pubblico o un incontro con l’Amministrazione Comunale livornese subito dopo le elezioni amministrative per verificare la possibilità di rimediare ai problemi e ai ritardi nella concretizzazione dei risultati del percorsi partecipativi svolti, valorizzando quanto di positivo è stato fatto in città.

 

Prossimo incontro

Alberto organizzerà un doodle per individuare data e luogo (due prime proposte, Lucca o Pistoia) della prossima riunione, che dovrebbe aver luogo prima del 17 Giugno.

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